Ciao ragazzi, poiché nevica e immagino abbiate tanto tempo da stare a casa, vi invio un po' di materiali su cui lavorare: sulla favola e sull'apostrofo. Buon lavoro!!!
Leggi la favola "Il cervo e la fonte" poi osserva attentamente la tabella per la rilevazione degli elementi. Copia la tabella sul quaderno di italiano dopo aver scritto un titolo adeguato.
IL CERVO ALLA FONTE ( di Fedro )
Leggi la favola "Il cervo e la fonte" poi osserva attentamente la tabella per la rilevazione degli elementi. Copia la tabella sul quaderno di italiano dopo aver scritto un titolo adeguato.
IL CERVO ALLA FONTE ( di Fedro )
C'era una volta un cervo che si vergognava delle sue gambe sottili e si compiaceva delle ramose corna che gli davano un'aria nobile ed aristocratica.
Tutte le volte che si abbeverava ad una fonte, specchiandosi, si fermava, per parecchio tempo, ad adorare le proprie corna, e si soffermava, pochi istanti, sulle esili zampe, che non si addicevano alla sua regale bellezza.
Un giorno, però, il cervo, mentre riposava nella verde campagna, udite le grida dei cacciatori, iniziò a correre per sfuggire alle bramose bocche dei cani e con salti magistrali riuscì ad eludere la loro caccia.
Più tardi, entrato nella fitta boscaglia per nascondersi, rimase impigliato tra i rami degli alberi a causa delle sue lunghe corna, ed ahimè, fu raggiunto dai voraci cani che non gli lasciarono scampo.
Morale della favola: Le cose che riteniamo inutili, a volte, si rivelano più utili di ciò che abbiamo elogiato.
Tabella per la rilevazione degli elementi strutturali della favola
Titolo : Il cervo e la fonte
Protagonisti: il cervo e i cani
Situazione iniziale: Il cervo lodava le sue corna e disprezzava le sue zampe; il cervo, spaventato dai cani, fugge
Narrazione (cosa accade): nel bosco le sue corna si impigliano nei rami
Conclusione: i cani lo raggiungono e lo uccidono
Morale: Questa favola dimostra che spesso possono essere più utili le cose disprezzate di quelle lodate
Ora leggi la seconda favola e poi completa da solo/a la tabella disegnandone una nuova sul quaderno
"La rana e il bue" (di Fedro)
In una tiepida mattina di primavera , una rana e i suoi ranocchi stavano sulle tranquille acque di uno stagno D’improvviso arrivò un enorme bue che tranquillo brucava l’erba ai bordi dello stagno.I ranocchi stupiti cominciarono a lodare la enormità di quell’animale.E a dir tutta la verità anche la stessa rana era molto meravigliata; tanto che le nacque in petto una certa invidia.Pensava che forse avrebbe potuto diventare enorme come lui. Così disse ai suoi piccini: Voglio diventare enorme come lui, mi gonfierò d’ aria!!!
E la rana cominciò a gonfiarsi e a gonfiarsi così tanto, che tutta la pelle le tirava. Chiedeva ai suoi ranocchi: – Sono grossa come il bue? I Ranocchietti rispondevano. – No, mamma. La rana raccolse tutte le sue forza e continuò a gonfiarsi. Si gonfiò così tanto che finì per scoppiare.
Tabella per la rilevazione degli elementi strutturali della favola.
TITOLO:
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PROTAGONISTI:
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SITUAZIONE INIZIALE:
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NARRAZIONE (COSA ACCADE):
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CONCLUSIONE:
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MORALE:
Ricorda !!!
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Ora guarda il video di una classe che ha messo in scena "La rana e il bue"
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L'apostrofo: leggi e ripassa la regola poi gioca
L’apostrofo si usa quando
la vocale finale di una parola viene eliminata
perchè anche la parola che segue inizia con vocale.
L’apostrofo è il segno lasciato
dalla vocale che se ne va.
LO OROLOGIO
L’OROLOGIO
Gli articoli determinativi la e lo si apostrofano
davanti a tutti i nomi che iniziano per vocale.
Ugualmente si apostrofano
nello, nella, sullo, sulla, dello, della
quando seguono parole che iniziano con vocale.
NELLO ORTO
NELL’ORTO
Gli articoli indeterminativi un e uno
non vogliono mai l’apostrofo.
ESEMPIO: UN OROLOGIO
L’ articolo indeterminativo una
si apostrofa solo davanti ai nomi femminili
che iniziano per vocale.
UNA OCA
UN’OCA
L’APOSTROFO SI USA:
– CON CI DAVANTI AL VERBO ESSERE
– NELLE SEGUENTI ESPRESSIONI CON DI:
D’ACCORDO, D’ORO, D’ARGENTO, D’EPOCA
– NELLE SEGUENTI ESPRESSIONI CON DA:
D’ORA IN POI, D’ALTRONDE, D’ALTRA PARTE
– IN ESPRESSIONI COME:
A QUATTR’OCCHI, SOTT’OCCHIO, SENZ’ALTRO,
NIENT’ALTRO, QUANT’ALTRO, MEZZ’ORA.
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GIOCO SULL'APOSTROFO:

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